mercoledì 12 dicembre 2018
Rituale di Evocazione
1) Poniti verso Nord o verso Est. Qui, con un gesso (o con farina o con sale, ma il gesso è più facile), disegna sul pavimento un triangolo e dietro di esso un cerchio.
2) Dentro al cerchio avrai portato un altare o un telo. Sul telo avrai riposto gli strumenti (accendino o fiammiferi, candela dell'Entità, athame o bacchetta o niente se fai con le dita, incensiere, carboncino, triangolo da altare, ago sterilizzato, incenso di offerta e incenso evocatorio).
Tra questi strumenti vi sarà anche un triangolo da altare ovvero un panno nero con disegnatovi sopra con un bianchetto o un colore per stoffe un triangolo all'interno di un cerchio.
3) Appoggia 3 lumini alle punte del triangolo esterno e 4 ceri alle quattro direzioni cardinali del cerchio.
All'interno del triangolo esterno ci sarà la cornice con l'immagine dell'Entità chiamata, il suo sigillo o un oggetto rappresentativo.
4) Porrai l'incensiere sopra al triangolo da altare.
5) Accendi i tre lumini del triangolo esterno in senso orario, partendo da quello in cima.
A questo punto traccia simbolicamente il bordo del triangolo passandoci sopra (senza bruciarti, quindi più in alto del fuoco dei cerini) in senso orario, con dito indice e medio uniti (o con athame o bacchetta), dicendo:
"Apro questo triangolo affinché possa manifestarsi l'Entità che andrò a chiamare".
6) Mettiti nel cerchio e traccia il bordo in senso orario con dito e medio uniti (o con athame o bacchetta), dicendo:
"Apro questo cerchio come spazio tra i mondi, tra il mondo dei vivi e il mondo degli spiriti. Questo cerchio adesso è formato. Nel nome degli Antichi Dei, così sia!"
7) Volgiti a Nord (o a Est, se sei rivolta verso Est) e accendi la candela corrispondente. Apri le braccia a V e dì:
"Chiamo la torre del Nord, i guardiani della Terra. Vi prego, venite in questo cerchio, sorreggetelo e proteggetelo da qualunque avversità! Così sia!"
8) Volgiti a Est e accendi la candela corrispondente. Apri le braccia a V e dì:
"Chiamo la torre del'Est, i guardiani dell'Aria. Vi prego, venite in questo cerchio, sorreggetelo e proteggetelo da qualunque avversità! Così sia!"
9) Volgiti a Sud e accendi la candela corrispondente. Apri le braccia a V e dì:
"Chiamo la torre del Sud, i guardiani del Fuoco. Vi prego, venite in questo cerchio, sorreggetelo e proteggetelo da qualunque avversità! Così sia!"
10) Volgiti a Ovest e accendi la candela corrispondente. Apri le braccia a V e dì:
"Chiamo la torre dell'Ovest, i guardiani dell'Acqua. Vi prego, venite in questo cerchio, sorreggetelo e proteggetelo da qualunque avversità! Così sia!"
11) Brucia l'incenso evocatorio, dicendo:
"Nel nome degli Antichi Dei, apro i cancelli che conducono al Mondo degli Spiriti. Che il confine cada! Che il portale si apra! Così voglio e così sia!"
A questo punto fai il gesto di "aprire il sipario", cioè fa' il gesto manuale come se aprissi le tende di un teatro.
12) Assicurati che l'incensiere sia sopra al triangolo da altare (quello interno) e che quest'ultimo sia nella stessa linea visiva del triangolo fuori, in modo da poter fissare al contempo l'incenso e vedere assieme anche il triangolo fuori.
13) Accendi la candela dell'Entità (che sarà accanto all'incensiere, fuori dal triangolo da altare) dicendo:
"Accendo questa luce per te, Antica Dea/Antico Dio X, [detto/a anche Y e Z]. Che questa luce sia come un faro nella notte e illumini la Tua via per giungere sino a me, in questo luogo sacro, per rispondere alla mia evocazione. Così sia!"
14) Offri incenso di offerta dicendo: "Offro questo incenso a te, Antica Dea/Antico Dio X, Potenza Primordiale che dimori oltre lo spazio e oltre il tempo."
15) Con l'ago sterilizzato versa qualche goccia del tuo sangue sul carboncino dicendo:
"In virtù del sangue che ti offro, io ti chiamo, X!"
16) Brucia un po' di incenso evocatorio, quindi dì:
"A te mi rivolgo, Potenza Primordiale!
A te mi rivolgo, Antica Dea/Antico Dio X!
Io ti chiamo e ti chiedo di manifestarti.
In virtù di questo incenso, ti prego, X, manifestati a me!"
17) Poni le braccia a V.
Chiama 5 volte, ogni volta con più pathos, il nome dell'Entità, e quando sei arrivato al culmine del pathos, esplodi con:
"Exsurge, [nome dell'Entità], Exsurge!"
18) Adesso fissa il fumo dell'incenso. Avendo allineato il triangolo da altare nel cerchio al triangolo fuori dal cerchio, guardando nel fumo dell'incensiere nel triangolo da altare interno guarderai automaticamente anche il triangolo esterno, che starà davanti a te mentre fisserai il fumo.
19) Quando vuoi, chiudi gli occhi e concentrati sulle tue sensazioni: stai avvertendo
dei cambiamenti nelle tue percezioni? Provi una strana sensazione, piacevole?
Percepisci dei formicolii non dovuti ai tuoi movimenti?
Senti che la temperatura si sta alzando?
Senti come se qualcuno ti stia toccando o un vento che ti colpisce anche se porte e finestre sono
chiuse e non ci sono spifferi d'aria?
O addirittura senti voci o hai visioni improvvise?
Adesso riapri gli occhi: ti appare un volto o una particolare forma nel fumo dell'incenso che sei sicuro non sia casuale o normale?
Oppure la fiamma della candela si sta modificando, alzando, o muovendo forsennatamente?
Adesso fissa nuovamente il fumo dell'incenso e aspetta la tua visione.
20) Fai la richiesta.
21) Quando avrai ricevuto abbastanza visioni, dì:
"Ti ringrazio, Antica Dea/Antico Dio X, [detto/a anche Y e Z], per aver risposto alla mia evocazione ed essere stato/a presente in questo rituale. Ti ringrazio, Potente Nume, ti ringrazio, X".
22) A questo punto offri altro incenso d'offerta e spegni la candela, dicendo:
"Antica Dea/Antico Dio X, la mia opera è compiuta, la tua anche. Felici ci incontriamo, felici ci salutiamo per felici rincontrarci ancora".
23) Brucia l'incenso evocatorio, dicendo:
"Nel nome degli Antichi Dei, richiudo i cancelli che conducono al Mondo degli Spiriti che avevo aperto. Che il confine si rialzi! Che il portale si richiuda! Così voglio e così sia!"
A questo punto fai il gesto di "chiudere il sipario", cioè fa' il gesto manuale come se chiudessi le tende di un teatro.
24) Volgiti a Nord (o a Est, se inizialmente ti sei rivolta verso Est) e spegni (senza soffiare! È un'offesa se lo fai!) la candela corrispondente. Apri le braccia a V e dì:
"Oh torre del Nord, oh guardiani della Terra! Vi ringrazio per essere venuti in questo cerchio e averlo sorretto e protetto da ogni avversità! Adesso siete liberi, potete andare. Grazie."
25) Volgiti a Ovest e spegni (senza soffiare! È un'offesa se lo fai!) la candela corrispondente. Apri le braccia a V e dì:
"Oh torre dell'Ovest, oh guardiani dell'Acqua! Vi ringrazio per essere venuti in questo cerchio e averlo sorretto e protetto da ogni avversità! Adesso siete liberi, potete andare. Grazie."
26) Volgiti a Sud e spegni (senza soffiare! È un'offesa se lo fai!) la candela corrispondente. Apri le braccia a V e dì:
"Oh torre del Sud, oh guardiani del Fuoco! Vi ringrazio per essere venuti in questo cerchio e averlo sorretto e protetto da ogni avversità! Adesso siete liberi, potete andare. Grazie."
27) Volgiti a Est e spegni (senza soffiare! È un'offesa se lo fai!) la candela corrispondente. Apri le braccia a V e dì:
"Oh torre dell'Est, oh guardiani dell'Aria! Vi ringrazio per essere venuti in questo cerchio e averlo sorretto e protetto da ogni avversità! Adesso siete liberi, potete andare. Grazie."
28) Traccia il bordo del cerchio in senso antiorario per disfarlo, con dito e medio uniti (o con athame o bacchetta), dicendo:
"Chiudo questo cerchio e così richiudo lo spazio tra i mondi che avevo aperto, lo spazio tra il mondo dei vivi e il mondo degli spiriti. Nel nome degli Antichi Dei, così sia!"
29) Per disfare il triangolo traccia simbolicamente il bordo del triangolo passandoci sopra (senza bruciarti, quindi più in alto del fuoco dei cerini) in senso antiorario, con dito indice e medio uniti (o con athame o bacchetta), dicendo:
"Chiudo questo triangolo, che avevo aperto per permettere all'Entità che ho chiamato di manifestarsi. Questo triangolo è adesso chiuso, e così il suo portale. Così sia!"
30) Spegni i tre lumini del triangolo esterno in senso anti-orario, partendo da quello in cima.
31) Lascia consumare l'incenso e pulisci il gesso.
[Rituale in parte, ma non totalmente, ispirato dal libro "Vivere la Vecchia Religione" di Dragon Rouge]
venerdì 2 novembre 2018
Il Giuramento del Myste
"Allo stesso modo degli Dei del passato che hanno raggiunto l'apoteosi e hanno avviato il percorso di autodeificazione, anche io risveglierò la mia fiamma interiore tramite la via dell'Amore, e avvierò gradualmente questa formazione per il bene di tutti gli esseri senzienti. Oggi la mia nascita è fruttuosa, la mia condizione umana è giustificata. Oggi nasco nella famiglia degli Dei, sono figlio degli Dei. Da questo momento cammino sulla strada dell'Amore, vedrò gli Dei in ogni cosa e ogni cosa negli Dei. Tramite l'amore per gli Dei attorno a me si risvegli il Divino dentro di me. Come un cieco può trovare una pietra preziosa tra i rifiuti, questo Divino è emerso in me.
Di fronte ai miei Dei Patroni, Lucifero e Diana, invito tutti gli esseri senzienti a realizzare lo stato della Divina Estasi, la Felicità Eterna unita nell'Amore del Tutto verso il Tutto, e in attesa di questa la felicità temporanea. Possa la spinta al prezioso percorso di ritorno agli Dei sorgere in coloro in cui non è ancora nata, e in chi è già presente non diminuire ma sempre crescere. Che nessuno di loro si allontani mai dal cammino e possano sempre volgersi unicamente all'azione divina.
Per quanto infiniti siano gli esseri senzienti, pronuncio il voto di aiutarli a essere felici.
Per quanto povero sia il mio Amore per il cosmo, pronuncio il voto di accrescerlo oltre ogni confine, riconoscendovi all'interno l'essenza degli Dei.
Richiedo l'aiuto delle mie Divinità Patrono, Lucifero e Diana. Possiate permettermi di scorgere il vostro riflesso in tutte le cose e provare amore per esso e per voi.
Per quanto inconcepibile sia la via degli Dei col mezzo dell'Amore, pronuncio il voto di completarla e raggiungere così la Felicità Eterna, e in attesa di essa, la felicità temporanea.
Chiedo solennemente e con umiltà a Lucifero e a Diana di assistermi nell'esecuzione di questa Grande Opera.
Così sia. Così è. Così sarà."
venerdì 25 maggio 2018
La Via dell'Amore
Oggi, durante un rito devozionale, ho messo una musica di sottofondo molto dolce (gli opening e gli ending di Natsume Yuujinchou), ho preso il mio rosarietto devozionale (un japamala) e ho iniziato ad alternare ora canzoni, ora la ripetizione dei nomi degli Dei, ora mettevo il rosario attorno al collo e lo toccavo per fargli produrre ritmo e cantare, ora pregavo ringraziando gli Dei mentre la canzone andava avanti e così via.
Durante una ripetizione di nomi usando il rosarietto, con la musica di sottofondo, ho iniziato a cambiare la ripetizione, dai nomi degli Dei a "vi amo" e ho iniziato a ripetere "vi amo, vi amo, vi amo...", alternato ai loro nomi, e talvolta "grazie per tutto quello che fate per me, grazie, grazie, grazie...". La sensazione è stata fantastica. L'amore è aumentato a dismisura e mi sono reso conto che questa è la vera Bhakti. Ho davvero compreso la Devozione stanotte.
Penso che questo esercizio sia collegato alla pratica della Presenza degli Dei - ossia il cercare di vedere ovunque, nella vita di tutti i giorni, il proprio Nume Tutelare e inviargli amore ripetendo che lo si ama -, soprattutto quando la pratica è effettuata a contatto con la Natura, in cui ammiriamo gli alberi, i fiori, gli elementi naturali, apprezzando la loro Bellezza e vedendoli come manifestazioni materiali degli Dei.
In fondo anche lì si ripete "vi amo" e "grazie" agli alberi e a tutto ciò che ci circonda, riconoscendovi la presenza dei Numi.
Immagino che questo collegamento sia possibile perchè la musica, come gli alberi, rappresentano "qualcosa che apprezzo", e quindi costituiscono una "base di partenza" del sentimento, che poi, ripetendo i "vi amo", i "grazie" e i nomi degli Dei, si amplifica.
Se dovessi stilare una "linea guida" su come eseguire questo esercizio, direi che potrei dividere questa pratica in diversi step:
- Step #1: Riconoscere la bellezza della "base di partenza", ovvero degli alberi, dei fiori o della musica -> Ad esempio è possibile focalizzarsi sulle cose che ci piacciono, sulle note o melodie che apprezziamo, o sui colori dei fiori o sui dettagli degli alberi che ci colpiscono. Eventualmente, via via che ripeteremo l'esercizio, riusciremo ad estendere quest'apprezzamento prima alle restanti parti dell'albero, poi all'albero nella sua interezza, poi ancora ad altri alberi e così via; in maniera analoga avverrà per le canzoni.
- Step #2:
a) Associare gli Dei al fenomeno in esame, ad esempio riconoscendovi la loro presenza in esso;
b) Amarli, inviare loro amore mediante questi fenomeni, inviare loro amore perchè si esprimono e si manifestano in questi fenomeni;
c) Ringraziare gli Dei della Bellezza degli alberi, della musica, o in generale ringraziarli, ringraziarli di esistere e di essere presenti.
- Step #3: Ripetere i nomi degli Dei, ripetere "vi amo" e ripetere "grazie" per amplificare la sensazione di amore.
- Step #4: Fare tutto ciò spontaneamente e quindi dimenticare questi step, che sono necessari solo per capire come funziona.
E' possibile iniziare un "percorso di lavoro interiore" basato su questo esercizio, da effettuare in maniera programmatica e regolare, ma anche con moderazione ed equilibrio.
martedì 22 maggio 2018
Pratiche Pagane per un Risveglio Spirituale

Giornaliere:
- Preghiera appena alzati
- Preghiera prima di mangiare
- Preghiera prima di addormentarsi
- Richiesta di sognare gli Dei prima di addormentarsi
+ Trascrizione sul libro specchio dei sogni
- Meditazione con il nome delle Divinità Patrono
- Esercizio di chiaroveggenza con le carte o di chiarosenzienza con pratiche di percezione dell'energia
Settimanali:
- Offerta di fiori e candele o di cibo sull'altare
- Passeggiata nella natura cercando di percepire la presenza degli Dei
Mensili:
- Sabba di Luna Piena o di altro tipo
Rileggendo "Wicca" di Cunningham, dieci anni dopo

In questo periodo sto rileggendo i primissimi libri sul Paganesimo che ho letto quando ero all'inizio del mio percorso.
Pur non essendo più wiccan già da un decennio e non credendo più al duoteismo Dio-Dea, da un punto di vista politeista ritengo che questi libri possano essere apprezzati e riadattati per approcciarsi agli Dei non-wiccan.
Il primo libro in assoluto che quasi ognuno di noi ha letto sul Paganesimo, "Wicca" di Cunningham, l'ho riletto di recente aspettando in una libreria. Alcuni punti, che non avevo mai colto prima, che mi hanno però colpito quando li ho riletti, sono i seguenti, che descrivono tre pratiche:
1.) La percezione degli Dei con canto, visualizzazione, percezione delle energie del Sole e della Luna (o di altre forze della Natura);
2.) La percezione degli Dei nella Natura;
3.) Un altare e un'offerta giornaliera agli Dei con preghiera, contemplazione e visualizzazione degli Dei.
Cito:
"Per sviluppare un rapporto con la Dea ed il Dio, una necessità per quelli che desiderano praticare la Wicca, potreste voler seguire questi semplici rituali.
Di notte, state in piedi o seduti di fronte alla Luna, se è visibile. Altrimenti, immaginate la Luna più piena che abbiate mai visto splendente di una luce bianca argentata nel cielo nero come l’inchiostro, direttamente sopra o di fronte a voi.
Sentite la soffice luce lunare fluire nella vostra pelle. Sentite come vi tocca e si fonde con le vostre energie, mescolarsi e formare nuovi schemi. Osservate la Dea in qualsiasi forma voi vogliate. ChiamateLa, cantando i suoi antichi nomi, se preferite: Diana, Lucina, Selene. Aprite il vostro cuore e la mente all’aspetto dell’energia della Dea che si manifesta nella luce della Luna.
Ripetete questo ogni giorno, per una settimana, preferibilmente allo stesso orario ogni notte.
Assieme a questo esercizio, armonizzatevi con il Dio. Al risveglio al mattino, non importa quanto tardi sia, state in piedi di fronte al Sole (attraverso una finestra se necessario; all’esterno se possibile) ed immergetevi nella sua energia. Pensate al Dio. VisualizzateLo come volete.
Può essere un potente guerriero con i muscoli guizzanti, con una lancia in una mano, e l’altra che culla un bambino o con un grappolo d’uva coperto di rugiada. Potreste voler cantare un nome del Dio, come Cernunno, Osiride, Apollo, come per la Dea. Se non volete visualizzare il Dio (perché la visualizzazione può imporre delle limitazioni), semplicemente armonizzatevi con le energie che si riversano dal Sole. Anche se il cielo è nuvoloso, le energie del Dio vi raggiungeranno. Sentitele con la vostra immaginazione magica. (Leggete il Capitolo 11: Esercizi e Tecniche Magiche).
Non lasciate che alcun pensiero disturbi la vostra venerazione, se non quelli per il Dio. Avvertite le vostre sensazioni; aprite la vostra consapevolezza a pensieri superiori. Chiamate il Dio con qualsiasi parola. Esprimete il vostro desiderio di armonizzarvi con Lui.
Praticate questi esercizi ogni giorno per una settimana.
Se volete esplorare i concetti sulla Dea ed il Dio, leggete libri di mitologia di qualsiasi Paese del mondo. Leggete i miti, ma cercate i loro temi sottintesi. Più leggerete, più informazioni riuscirete ad avere a vostra disposizione; alla fine si fonderanno in un banco di conoscenza delle divinità non-strutturato, ma estremamente complesso. In altre parole, comincerete a conoscerli.
Se dopo sette giorni sentite il bisogno (o il desiderio), continuate questi esercizi fino a quando non vi sentirete a vostro agio con la Dea ed il Dio. Sono stati dentro di noi ed attorno a noi per tutto il tempo; dobbiamo solamente aprirci a questa consapevolezza.
Questo è un segreto della Wicca –la Divinità risiede all’interno.
Nella vostra ricerca di conoscere gli Dei, fate lunghe passeggiate sotto gli alberi. Studiate i fiori e le piante. Visitate foreste, parchi naturali e sentite direttamente le energie della Dea e del Dio –attraverso il flusso di un ruscello, la pulsazione energetica del tronco di una quercia, il calore di una roccia riscaldata dal Sole. Familiarizzare con l’esistenza della Divinità è più semplice attraverso il contatto diretto con queste fonti di energia.
In seguito, quando avrete raggiunto questo stato, potreste voler allestire un altare temporaneo o permanente per la Dea ed il Dio. Non deve essere necessariamente più di un piccolo tavolo, due candele, un porta incenso ed un piatto o una tazza per contenere le offerte di fiori, frutta, grano, semi, vino o latte. Mettete le due candele al loro posto sul retro dell’altare. La candela a sinistra rappresenta la Dea; quella a destra il Dio. Spesso si usano i colori per distinguerle; una candela rossa per il Dio ed una verde per onorare la Dea. Questo si lega alla associazione della Wicca alla natura, perché il verde ed il rosso sono degli antichi colori magici collegati alla vita ed alla morte. Si possono usare anche altri colori –giallo o oro per onorare il Dio, e bianco o argento per la Dea.
Di fronte, ed in mezzo alle candele mettete il porta incenso, e di fronte a questo un piattino o una coppetta per le offerte. Si può aggiungere anche un vaso di fiori di stagione, ma anche degli oggetti di potere personali come cristalli, fossili ed erbe secche. Per cominciare un semplice rituale per gli Dei al vostro altare, mettetevi di fronte ad esso con qualcosa da offrire in una mano. Accendete le candele e l’incenso, mettete l’offerta nella coppetta o nel piatto, e dite qualcosa tipo:
Signora della Luna, dei mari impetuosi e della Terra verde,
Signore del Sole e delle creature selvagge,
Accettate questa offerta che metto qui in Vostro onore.
Datemi la saggezza di vedere la Vostra presenza in tutta la natura, O Potenti!
Dopo, sedetevi, o rimanete in piedi qualche minuto in contemplazione delle divinità e della vostra crescente relazione con loro. Sentiteli dentro ed attorno a voi. Poi spegnete la fiamma (usate le dita, uno spegni candele, o la lama di un coltello. Soffiare sulla fiamma è una offesa all’elemento del Fuoco). Fate consumare l’incenso da solo, e continuate nella vostra giornata o serata.
Se desiderate, andate di fronte al vostro altare una volta al giorno, ad un certo orario. Può essere al risveglio, poco prima di dormire, o dopo pranzo. Accendete le candele, sintonizzatevi ed entrate in comunione con la Dea ed il Dio. Non è necessario, ma un ritmo regolare stabilito da questo ciclo è benefico, e migliorerà il vostro rapporto con le divinità.
Riportate alla Terra le offerte lasciate sull’altare ogni giorno, o quando ne lasciate di nuove. Se non potete erigere un altare permanente, fatene uno ogni volta che sentite il bisogno di usarlo, poi riponete con cura ogni oggetto. Fate sì che il disporre ogni oggetto sull’altare sia parte del vostro rituale.
Questo semplice rito maschera i suoi poteri. La Dea ed il Dio sono entità vere, vitali, possiedono la forza che ha creato l’universo. Armonizzarci con loro ci cambia per sempre. Inoltre accende una nuova speranza per il nostro pianeta e per la nostra esistenza affinché continui ad esistere in esso. Se questo rito è troppo formale per voi, cambiatelo o scrivetene uno nuovo. Questa è la spinta fondamentale di questo libro: fate a modo vostro, non a modo mio solo perché l’ho scritto sulla carta. Non posso mai far combaciare i miei piedi nelle orme lasciate nella sabbia da qualcun altro. Non c’è un unico vero modo nella Wicca; questo pensiero appartiene alle religioni monoteistiche che sono in gran parte diventate delle istituzioni politiche ed economiche.
Scoprire le divinità nella Wicca è un’esperienza che non ha termine. Loro si rivelano costantemente. Come dicono gli sciamani: “Siate attenti”. La natura tutta ci canta i Suoi segreti. La Dea ritrae il Suo velo costantemente; il Dio ci accende con l’ispirazione e l’illuminazione. È solo che noi non ce ne accorgiamo."
Inoltre:
"Se sapete suonare bene uno strumento, usatelo nei vostri rituali. Un flauto, un violino, un piffero, una chitarra, un’arpa folk, ed altri piccoli strumenti possono essere facilmente introdotti nei rituali, come anche i tamburi, sonagli, campane, o anche bicchieri d’acqua con un coltello per batterli. Altri strumenti meno maneggevoli possono essere registrati e fatti suonare in cassetta durante il rituale. Questi intermezzi musicali possono essere usati direttamente prima del rito per preparare lo stato d’animo; durante come offerta alla Dea ed al Dio o per convogliare l’energia; e dopo per pura celebrazione e gioia."
E ancora:
"Si possono mettere dei fiori al centro [dell'altare, N.d.R.], forse in un vaso o in un piccolo calderone. Ci sono però casi in cui l’incensiere spesso si mette al centro, in modo che il suo fumo sia offerto sia alla Dea che al Dio, ed il pentacolo si potrebbe mettere davanti all’incensiere."
E pure:
"Chiedete alla Dea ed al Dio di assistervi, di esaudire le vostre richieste e di amplificare i vostri poteri, non importa quale tipo di magia stiate eseguendo nel circolo. Facendo così espandete la vostra consapevolezza delle divinità interiori, aprendo un canale attraverso il quale può scorrere l’energia divina. Ringraziate la Dea ed il Dio dopo aver finito il rituale con delle parole, accendendo una candela, o lasciando un offerta di cibo o bevande sul piattino per le offerte, o per terra."
Parlando inoltre del Cakes and Wine, Cunningham ci mostra come questo step del rito sia in effetti un'offerta vera e propria:
"Alcuni Wiccan lo chiamano Dolci e Vino o Dolci e Birra. Nel Libro delle Ombre degli Obelischi l’ho chiamato Banchetto Semplice. È sempre la stessa cosa – una consumazione rituale di cibo e bevande per riportarci indietro dallo stato di estasi. [...] Questo pasto può essere un leggero snack. Biscotti e latte, succhi di frutta e pane, formaggio e vino, forse i tradizionali dolci a forma di falce di Luna (in realtà sono biscotti) e vino (vedete la sezione Ricette-Cibo nel Libro delle Ombre degli Obelischi) vanno tutti benissimo. Spesso si benedice il cibo prima di consumarlo; troverete degli esempi di questo rituale nel Libro. Prima di mangiare, fate una piccola offerta alla Dea ed al Dio spargendo briciole di dolci e versando qualche goccia di liquido sul terreno. Se siete al chiuso, mettere queste cose in una speciale coppa per le libagioni. Seppellitene il contenuto nel terreno all’aperto appena possibile dopo il rituale."
Sempre sulle offerte, Cunningham scrive:
"Sulle Offerte:
Alla Dea: Tutti i fiori ed i semi di terra ed acquatici come camelie, gigli, ninfee, rami di salice; i fiori usati nei rituali della Luna Piena; boccioli bianchi o viola come giacinto, magnolia, erica e lillà; erbe e fiori dal profumo dolce; quelle dedicate a Venere o alla Luna; ruta, verbena ed olivo; oppure altri che vi sembrano adatti.
Al Dio: Tutte le erbe ed i fiori fiammeggianti ed ariosi come basilico, crisantemo, bocca di leone, trifoglio, lavanda, pino; erbe e fiori dal profumo forte, pulito o agre; quelle governate da Marte o dal Sole; i boccioli gialli o rossi come girasoli, pigne, semi, cactus, cardi ed erbe con le spine; arancio, eliotropio, cedro, ginepro e così via."
Inoltre propone di sostituire all'altare in legno, quando si ritualizza nella Natura, un altare di pietra, e al posto del piattino delle offerte, "una pietra piatta [atta] a ricevere le offerte di vino, miele, dolci, pietre semi-preziose, fiori e frutta".
Altre pratiche che l'autore consiglia di far diventare "parte delle vostre attività quotidiane" sono le seguenti:
4.) Libro Specchio e lavoro con i sogni;
5.) Respirazione/Visualizzazione/Meditazione;
6.) Esercizi di percezione dell'energia (chiarosenzienza).
Cito riguardo alla Meditazione:
Secondo Cunningham, la meditazione "è un momento tranquillo nel quale entriamo in comunione con la Dea, il Dio, e noi stessi, rilassando la presa che la mente conscia ha sulla nostra consapevolezza psichica. La meditazione di solito precede ogni atto magico e rito di adorazione.
La posizione ideale per la meditazione è star seduti, specialmente per quelle persone che tendono a addormentarsi durante questa pratica. Sedete su di una sedia con lo schienale dritto, sostenendo la parte bassa della spalla con un cuscino se necessario. Il vostro mento dovrebbe essere parallelo al pavimento, gli occhi chiusi, la schiena dritta, le mani posate sulle ginocchia, con i palmi in su e le dita rilassate. In questa posizione dovreste stare comodi e rilassati, con la spina dorsale dritta ed il torso eretto. Se avete una postura scorretta, ci potrebbe volere del tempo prima che questa posizione vi diventi comoda. Perseverate.
Respirate a fondo per qualche minuto. Rilassatevi. Dimenticate. Visualizzate la moltitudine di tensioni e preoccupazioni della vostra vita quotidiana che escono dal vostro corpo con il respiro. Rilassatevi sulla sedia.
Ora aprite la vostra coscienza. Lasciate che la vostra mente cosciente sia recettiva e vigile. Entrate in comunione e parlate con le divinità. Gettate simboli nella vostra testa. Se desiderate, cantate uno dei nomi della Dea e del Dio, o un gruppo di nomi. Questo è uno strumento eccellente per scivolare nel mondo del crepuscolo. Scegliete con cura il tempo ed il luogo per la meditazione. Le luci dovrebbero essere soffuse; la luce delle candele è eccellente. Se volete potete bruciare candele bianche o blu. Va bene anche un po’ di incenso, ma troppo fumo (ovviamente) può dare problemi durante la respirazione profonda. Immediatamente dopo ogni meditazione, registrate tutte le immagini, i pensieri e le sensazioni nel vostro libro specchio."
Per quanto riguarda invece la chiarosenzienza, che Cunningham chiama "Rappresentazione Energetica":
"L'energia ed i poteri magici all'opera nella Wicca sono reali, non vengono da qualche piano astrale. Essi risiedono nella Terra e dentro di noi. Essi sostengono la vita. Ogni giorno noi consumiamo le nostre scorte di energia e ci riforniamo attraverso l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, ed i poteri che scorrono giù dal Sole e dalla Luna. Sappiate che questo potere è fisico. È misterioso si, ma solo perché pochi investigano sulla sua natura magica. Quelli che seguono sono alcuni esercizi per aiutarvi a fare questo.
Calmatevi. Respirate a fondo. Strofinate insieme i palmi delle mani per venti secondi. Cominciate lentamente e poi strofinate sempre più veloce. Sentite i vostri muscoli in tensione. Sentite i vostri palmi riscaldarsi. Poi, all'improvviso, fermatevi e tenete la mani a pochi centimetri l'una dall'altra. Le sentite formicolare? Questa è una manifestazione del potere. Strofinando insieme le mani ed usando i muscoli delle braccia e delle spalle, avete accumulato energia –potere magico. Scorre dai vostri palmi mentre tenete separate le mani. Se non sentite nulla, praticate questo esercizio una o due volte al giorno fino a quando non ci riuscite. Ricordate, non forzatevi a sentire il potere. Sforzandovi di più non otterrete nulla. Rilassatevi e consentitevi di sentire ciò che è stato lì per tutto il tempo.
Dopo che avrete veramente avvertito questa energia, cominciate a modellarla in qualche forma. Usate la visualizzazione per fare ciò. Appena dopo aver strofinato le mani, mentre stanno ancora formicolando, visualizzate le scariche di energia –forse blu elettrico o viola- passare dal vostro palmo destro (proiettivo) a quello ricettivo (sinistro). Se siete mancini, invertite le direzioni. Ora immaginate questa energia muoversi in un lento vortice in senso orario tra i vostri palmi. Formate con essa una palla luminosa, pulsante di energia magica. Osservate le sue dimensioni, il suo colore, sentite la forza ed il calore nei vostri palmi. Questo è un pochino di energia che avete rilasciato con il vostro corpo. Non c’è nulla di sovrannaturale in ciò.
Mettete le vostre mani a coppa attorno alla palla. Fatela aumentare o diminuire di grandezza con la vostra visualizzazione. Infine spingetela nel vostro stomaco e riassorbitela nel sistema. Questo non è solo molto divertente, ma è anche una preziosa esperienza di apprendimento magico. Quando avrete padroneggiato l’arte delle sfere di energia, passate a sentire i campi di energia. Sedetevi o state in piedi di fronte ad una pianta. Sembra che le erbe e le piante con i boccioli funzionino meglio. In caso di necessità, si possono usare anche i fiori recisi. Respirate a fondo per qualche momento e ripulite i pensieri. Mettete la mano ricettiva (sinistra) pochi centimetri al di sopra della pianta. Sentite un battito sordo, una vibrazione, una ondata di calore, o semplicemente un cambio di energie nella vostra mano? Sentite la forza interiore della pianta? Se è così, bene –avete sentito l’energia. Cercate allora di sentire l'energia di pietre e cristalli. Mettete un cristallo, diciamo di quarzo, su di un tavolo, e passate sopra la vostra mano ricettiva. Allargate le vostre sensazioni e diventate consapevoli delle energie non visibili, ma vitali che pulsano nel cristallo. Ricordate che tutti gli oggetti naturali sono manifestazioni dell'Energia divina. Con la pratica possiamo avvertire il potere che risiede in essi. Se avete difficoltà a sentire questi poteri, strofinate leggermente i palmi per sensibilizzarli, e riprovate. Questa energia è la stessa che ci pervade quando siamo arrabbiati, nervosi, spaventati, felici, o sessualmente eccitati. È l’energia usata nella magia, sia che noi la prendiamo da noi stessi, sia che la incanaliamo dalla Dea e dal Dio, da piante, pietre, o altri oggetti. È il materiale creativo che noi usiamo nella magia. Ora che avete sentito il potere, usate la visualizzazione per spostarlo intorno. Non dovreste più aver bisogno di strofinare i palmi per accumulare l'energia –potete fare questo semplicemente concentrarvi su di essa. Uno dei metodi più semplici è stringere i muscoli –contrarre il corpo. Questo accumula energia, ecco perché dobbiamo rilassarci nella meditazione. La meditazione abbassa le nostre energie e ci consente di scivolare via da questo mondo. Quando vi sentite scoppiare di potere, stendete la vostra mano destra (proiettiva) e dirigete l’energia dal vostro corpo, attraverso il braccio e fuori dalle dita. Usate la vostra visualizzazione. Sentitela e vedetela veramente mentre scorre fuori da voi. Per fare pratica, provate a stare in casa. Accumulate in voi l’energia. Dirigetela in ogni stanza, guardate mentre penetra in ogni parte dei muri, nelle porte e nelle finestre. Non state creando un antifurto psichico, ma una protezione magica, quindi visualizzate l'energia formare una barriera invisibile attraverso la quale non può passare alcuna negatività o intruso. Dopo aver "sigillato" la casa, interrompete il flusso di energia. Potete fare ciò con la visualizzazione, o scuotendo la mano. Avvertite la vostra energia protettiva che risiede nei muri nella vostra casa ora protetta. Si, lo avete fatto con la vostra mente, ma anche con il potere. L'energia è reale e la vostra abilità di manipolare l'energia determina l'efficacia dei vostri circoli e dei rituali. Lavorate ogni giorno, avvertendo e dirigendo il potere. Fatene una specie di gioco magico fino a quando non raggiungerete il punto in cui non dovrete fermarvi a pensare, “Posso farlo? Posso accumulare potere?” Saprete di poterlo fare."
lunedì 2 aprile 2018
Dall'Occultismo al Politeismo Devozionale
- Step #1: Invoca gli Dei per i tuoi rituali magici.
- Step #2: Celebra gli Dei durante le festività o i Sabba.
- Step #3: Prega gli Dei e scegli una Divinità Patrono.
- Step #4: Fai offerte giornaliere o regolari alla Divinità Patrono ed erigi un altare per Lei.
- Step #5: Lavoro con gli Spiriti; cioè va' in trance o mediante sogni per incontrare la tua Divinità Patrono, per avere visioni di Lei, per visitare l'Altro Mondo con Lei.
- Step #6: Evocazione, cioè usa un'invocazione rituale alla Divinità, fai un'offerta (incenso, libagione, ecc.) e un mezzo di manifestazione (incenso, scrying, le proprie sensazioni, segni/omen, divinazione, ecc.) per sentire gli Dei in uno stato di veglia.
- Step #7:Possessione Divina o Invocazione, cioè lascia che gli Dei discendano nel tuo corpo, lo usino e sentili prendere il controllo di esso.
- Step #8: La Presenza degli Dei, cioè prova a sentire gli Dei in ogni pianta, animale, cosa, persona e pezzo di terra attorno a te. Contempla la Loro Bellezza e manda Loro il tuo amore.
- Step #9: Estasi Divina, cioè percepirai la tua anima mescolarsi a quella della tua Divinità Patrono e a tutti gli Dei.
martedì 26 dicembre 2017
Politeismo Profondo: il Libero Arbitrio degli Dei
Buona sera.
Oggi vorrei parlare con voi del libero arbitrio e dell'indipendenza degli Dei.
Iniziamo parlando della comprensione della natura degli Dei, e di come Essi differiscano da altre forme come gli archetipi.
In ambito politeista, soprattutto nel mondo anglofono, si parla spesso di questo punto, ma qui in Italia sembra ancora misconosciuto. Eppure è una questione cruciale.
Il Politeismo è la relazione con gli Dei, e non possiamo intessere relazioni vere con esseri che non hanno libero arbitrio.
La chiave per comprendere la natura degli Dei e ciò che li distingue dagli archetipi, infatti, è il libero arbitrio.
Uno dei motivi per cui la gente confonde gli archetipi per gli Dei è che, nella nostra esperienza, si presentano assieme. Gli archetipi, lo sappiamo, sono immagini provenienti dalla consapevolezza (o dall'inconscio) collettiva degli esseri umani, che sono riflessi dell'esperienza umana come specie.
Ovviamente la presenza degli Dei ha accompagnato la quasi totalità dell'esistenza umana, anche nell'epoca monoteista, dove sono sopravvissuti almeno come miti.
Quando noi quindi facciamo esperienza degli Dei (ad esempio in stato alterato di coscienza o nei sogni), non potendo percepirli totalmente perchè la loro essenza ci sovrasterebbe, gli archetipi fungono da "maschera" o manifestazione degli Dei stessi, che in questo modo vengono "tradotti" dalla nostra limitata coscienza.
Per questo motivo le persone spesso trovano difficile separare l'esperienza psicologica degli archetipi dall'esperienza spirituale di un Dio, visto che saper riconoscere la differenza richiede non solo consapevolezza ma anche una consapevolezza *allenata*.
D'altra parte, come politeisti, riconosciamo che gli Dei esistono al di là della maschera che mettono, riconosciamo che si tratta di forze reali, che esistono indipendentemente dalla nostra esperienza, e che possono agire su di noi (inclusi effetti fisici) indipendentemente dal fatto che crediamo o meno che siano reali.
Immaginate un secondo una chiesa con una vetrata colorata. La vetrata si illumina grazie alla luce solare.
Il Sole esiste indipendentemente dalla vetrata, così come gli Dei esistono indipendentemente dall'archetipo, ovvero dall'immagine, dal simbolo o dalla rappresentazione di Essi come noi li esperiamo o che abbiamo interiorizzato come specie nell'inconscio collettivo.
La vetrata al contrario, proprio come gli archetipi, è una creazione umana, e non esisterebbe senza di noi.
Un'altra metafora può essere il vestito. Gli archetipi sono i vestiti degli Dei. Poniamo ad esempio il Fabbro. E' un archetipo che troviamo in diverse culture, indica trasformazione, il potere di forgiare la propria realtà, abilità e capacità di creare cultura materiale o espressione di sè mediante l'arte.
Ma facciamo attenzione. L'archetipo ci dice solo la funzione psicologica e culturale del Fabbro. L'archetipo, lo vediamo, non ci dice la storia dell'essere che lo occupa.
Per conoscere la storia del Dio che indossa il vestito di Fabbro, dobbiamo guardare al di là dell'immagine, dobbiamo osservare più a fondo rispetto al mero vestito.
Dobbiamo chiedere all'Essere qual è la sua identità, il suo nome, la sua storia.
Perchè sì, gli Dei hanno storie e identità come tutti gli altri esseri viventi. Ad esempio Goibniu, uno degli Dei fabbri nella cultura irlandese, ha una sua identità e storia diverse da Efesto, da Weland, e da tutti gli altri Dei fabbri che possiamo nominare.
L'archetipo che ognuno di questi Dei può incarnare ci dice soltanto il Loro lavoro. Non ci dice Chi sono quegli Dei.
Questo non significa che non si possa avere una relazione con un archetipo, si può! Ma è una relazione inerentemente funzionale, non personale. Non può esserci devozione, perchè è un lavoro. E' una maschera.
La relazione che si intrattiene con gli Dei considerandoli archetipi è la stessa che si ha andando dal fabbro umano come cliente. Non saprai mai chi è al di là del suo lavoro. Non saprai che magari si chiama Fabio, ha due bambini, ha una moglie, come si sono conosciuti e così via. Non è personale.
La relazione non va al di là del reame della funzione, non va al di là del definire quanto bene Fabio svolge la sua funzione di fabbro per i suoi clienti.
Non saprai mai qual è il suo nome, come mai ha scelto quel lavoro, cosa fa dopo il lavoro, la sua famiglia, la sua storia personale, cosa ha studiato, quali sono i suoi interessi, cosa gli piace, se vuole uscire per una birra con te, se gli piace la birra, e così via. Non lo stai trattando come un essere reale, ma come una funzione.
Non avrai mai un'amicizia, una relazione vera con un Dio, finchè non arriverai ai dettagli personali che ti fanno dire che, ad esempio, lui non è "il Dio Fabbro". Lui per te, in primis, è Goibniu. Perchè è diventato una persona per te piuttosto che una funzione.
Facciamo un altro esempio. Immaginiamo l'archetipo della Vecchia Saggia, della "Crone": una fattucchiera con capelli lunghi e grigi, vestita di nero, arriva all'uscio della tua porta di notte, e chiede di entrare.
Beh peccato che non sia proprio l'archetipo della tua dolce vecchina saggia, si tratta di Badb. E non è venuta per offrirti lezioni sulla conoscenza karmica delle ere, è lì per maledirti riducendoti a frammenti tremolanti finchè ciò che rimarrà di te dopo che gli uccelli ti avranno strappato con i loro artigli pezzo dopo pezzo avrà lasciato la casa.
Oops. E adesso?
Adesso ci rendiamo conto che aver ridotto gli Dei ad archetipi, ovvero aver preso in considerazione solo gli aspetti essenziali, quelli che corrispondono ai pattern archetipici, ignorando altri dettagli, non ci ha fatto comprendere Chi fosse in realtà quella figura.
Avremmo dovuto badare ai nomi e agli attributi che facevano riferimento alla sua persona, e non solo al suo archetipo.
Ah, e rendiamoci conto che fare questo con le persone, cioè quando presumiamo di conoscere il carattere essenziale di qualcuno basandoci su certi parametri identificati, si chiama fare profiling.
Trattare gli Dei come archetipi, l'archetipo della Crona, del Fabbro... è molto simile al profilare. E' trattare il vestiario della persona come se fosse determinante della sua identità, delle sue motivazioni e del suo impatto.
Con le persone ci siamo resi conto che profilare cancella l'umanità dell'individuo, il suo carattere individuale, e il suo libero arbitrio. Per rendere giustizia alla loro persona, dobbiamo voler andare a vedere più a fondo.
Le persone con disabilità probabilmente sapranno di cosa sto parlando. Se hai speso parte della tua vita sulla sedia a rotelle, probabilmente le persone si saranno approcciate a te non come Luca, Claudia o con il tuo nome, ma come "Disabilità". Sei stato archetipato.
Stessa cosa con le persone di altre etnie, di orientamenti sessuali diversi da quello etero, e così via: sei stato sicuramente stereotipato. Ovvero sei stato archetipato. Stereotipizzare è subordinare l'identità di una persona a ciò che gli altri pensano quella persona *rappresenti*. E' la riduzione della persona allo status di simbolo.
Archetipizzare è stereotipizzare gli Dei.
Sappiamo che è deumanizzante, è la negazione della persona. Incrina inevitabilmente la relazione. Non puoi formare una relazione autentica con qualcuno se non sei disposto a vedere chi egli è.
Eppure lo applichiamo con gli Dei tutto il tempo. Cosa "rappresenta" questo Dio o questa Dea? La Morrigan rappresenta la violenza. Badb rappresenta la morte. Goibniu rappresenta l'abilità. Non riusciamo a renderci conto che riduciamo l'identità e la personalità dell'individuo a un simbolo di una categoria funzionale? Se riconosciamo che questo pensiero è deumanizzante verso le persone, perchè pensiamo sia appropriato verso gli Dei?
Quando trattiamo gli Dei come archetipi o trattiamo gli archetipi come aspetto primario degli Dei, abbiamo rimosso il libero arbitrio degli Dei dalla narrazione della loro storia.
Diventano riflessi di un'immagine, abbiamo cancellato il loro libero arbitrio. E questo mi riporta a un messaggio centrale, qualcosa che penso sia fondamentale per il Politeismo: il libero arbitrio e pertanto l'indipendenza degli Spiriti e degli Dei.
Adesso che ci rendiamo conto che gli Dei sono esseri con libero arbitrio, rendiamoci conto anche che gli Dei non sono distributori automatici in cui inserisci le monete-devozione e bum! fuoriescono benedizioni e favori.
Consideriamo l'idea che gli Dei siano persone. Divine, più grandi degli esseri umani, ma sempre persone; che hanno identità che importano e che non si possono ridurre a status simbolici. Le persone non esistono come estensione di noi, non esistono per il nostro beneficio, ma hanno una sovranità su loro stessi, sono indipendenti da noi.
Sono loro il centro del loro esistere, non noi.
Sono agenti attivi delle loro storie.
Sono persone il cui consenso, interesse e voglia a partecipare nella relazione con noi non solo importano, ma sono anche primari a questa stessa relazione.
E' quando riconosciamo queste verità che possiamo iniziare a coltivare relazioni vere. Quando ci importa di qualcuno come persona e non come funzione o simbolo, quando cerchiamo relazioni non per i benefici che possiamo ottenere, ma perchè troviamo che quella persona è importante per noi.
Lo stesso vale con gli Dei: l'intimità devozionale inizia quando andiamo oltre all'archetipare, oltre al trattarLi come simboli, oltre al chiedere "cosa rappresentano". Inizia quando smettiamo di vederli come rivenditori automatici di favori e iniziamo a offrire la moneta della devozione per la Loro importanza inerente nel loro stesso esistere.
Inizia quando smettiamo di comandarli o di chiedere chiedere chiedere e iniziamo a celebrare la loro indipendente magnificenza, indipendentemente da qualunque cosa ciò porti a noi.
Il libero arbitrio è la chiave. Entrare in relazioni genuine dove uno parla all'altro è riconoscere che l'Essere con cui parliamo ha la sua storia, il suo contesto, i suoi obiettivi, indipendenti dai nostri. Il Politeismo, come pratica religiosa delle relazioni, può avere inizio solo quando riconosciamo e onoriamo il libero arbitrio e l'indipendenza degli Esseri Spirituali. Le loro vite e forze vitali non sono in mano nostra, non abbiamo nè il diritto nè la possibilità di comandarli. Le loro azioni non sono qui per il nostro piacere o anche solo per insegnarci qualcosa. Non siamo il centro del mondo.
Gli Spiriti e gli Dei vivono nel mondo come facciamo noi, esistono per i Loro propri motivi e non per i nostri, inseguono il Loro destino e i loro obiettivi, non i nostri. Hanno i loro progetti.
Tutta questa confusione tra Dei e archetipi probabilmente deriva da una visione del 20simo secolo, più precisamente dall'apporto Jungiano alla psicoanalisi.
Nella scuola Jungiana gli archetipi sono presentati come immagini animate interne all'inconscio collettivo dell'umanità, che riflettono le esperienze umane fondamentali, come una sorta di immagini perenni o forme pure platoniche, che si esprimono attraverso diversi personaggi in diverse culture.
Quindi, secondo questa idea, il Fabbro archetipale esiste prima come archetipo nell'anima umana, e poi è espresso nella forma di diversi Dei-fabbri. Poichè parliamo di un modello psicologico, esso pone la psiche umana all'origine degli Dei, dipingendoli come immagini rifratte da questi archetipi perenni in diverse forme culturali.
Un'alternativa a questa visione è quella per cui invece gli archetipi sarebbero ombre degli Dei lasciate nel paesaggio della nostra immaginazione collettiva. Qualcosa di simile all'impronta lasciata da un piede sulla sabbia, solo che gli Dei non hanno lasciato le loro impronte sulla sabbia ma sul nostro paesaggio interiore.
Si tratta dunque di ombre, ombre che registrano semplicemente le funzioni.
Gli archeologi allo stesso modo quando scoprono le rimanenze di un accampamento trovano impronte come urne, ossa, fortificazioni, resti che mostrano dove si lavorava e dove si dormiva e così via.
Queste impronte sono impersonali, comunicano esclusivamente funzioni: protezione, coesione sociale, condivisione del cibo e così via.
Ma i nomi, le identità, le storie e le vite delle persone non vengono registrate. Gli elementi personali della storia sono persi.
La visione del 20simo secolo ha dipinto gli Dei come simboli statici della Natura o della psiche umana, ignorando la natura dinamica degli Dei. La chiave per questa natura dinamica è la storia.
Gli esseri viventi non esistono e basta, hanno anche storie.
Non sto parlando dei miti, alcuni Dei non hanno miti, ma tutti hanno una storia storica. Ovvero la storia in cui sono stati riconosciuti dall'umanità come Dei.
Questo non perchè senza il nostro riconoscimento non sarebbero esistiti, anzi! Ma perchè senza non avremmo avuto alcuna consapevolezza di Essi come Dei. Probabilmente ci saranno tantissimi altri (forse costituiscono addirittura la maggioranza) Dei che non hanno alcuna voglia di mettersi in contatto con noi, ma questo sebbene rispettabile ci impedisce di conoscerli.
Gli Dei sicuramente avranno visto il mondo, anche i più recenti Numi hanno una conoscenza infinitamente maggiore di noi delle persone che hanno attraversato un dato posto, degli animali che vi hanno stazionato, del sapere che ha viaggiato, sia umano che naturale che sovrannaturale.
Queste storie possono essere raccontate. Queste storie sono molto più del semplice "simbolizzare" o "rappresentare" una funzione.
Non dobbiamo limitarci a questo, nè scambiare la storia della Loro vita con la mitologia.
La loro storia include la nascita (tranne per Dei esistenti da sempre), quando sono stati conosciuti per primi, dove hanno viaggiato, chi hanno portato, dove sono arrivati e dove hanno posto radici. Come sono stati venerati, cosa si è offerto loro nelle diverse località. Quali linguaggi hanno ascoltato e appreso, come sono stati chiamati durante questi movimenti.
In che relazione sono con altri Dei, come tali relazioni sono cambiate, e così via.
Ho fatto solo accenni, perchè le domande sono infinite, così come sembrano infinite le domande da fare a persone che vorresti conoscere e con cui ti trovi bene: in quei casi, come in questo, vorresti sapere ogni cosa dell'altro, e a quel punto una domanda segue l'altra, potresti stare a parlare e ascoltare l'altro per mesi e mesi senza interruzione. Questo stesso principio vale anche per gli Dei.
Succede quando ci innamoriamo, quando scopriamo nuovi amici o parenti, e quando abbiamo l'opportunità di parlare con qualcuno che ammiriamo. E' quello che succede quando scopriamo l'umanità di qualcuno: vogliamo conoscere tutto di lui, ogni singolo dettaglio della sua vita e della sua storia.
Perchè non dovrebbe essere così anche per i Numi?
Quando riconosciamo gli Dei come Esseri con identità proprie piuttosto che come simboli, l'espansione avviene. Maggiori opportunità di apprendere, maggiore connessione e relazioni. Nuove e più profonde domande si infiltrano nella testa e richiedono risposte. Risposte che arrivano.
Quest'espansione, questo penetrare più a fondo, è un indicatore che si è sulla strada di qualcosa di importante.
Spesso si dice che se si esegue bene la religione, ci si sente come un pozzo senza fondo: più si va a fondo, più si scopre quanto a fondo ancora si può andare.
Questo è ciò che succede quando iniziamo a riconoscere il libero arbitrio e l'indipendenza degli Dei.
Gli Dei possono non essere limitati dal tempo e quindi mostrare le varie facce che hanno assunto durante l'arco dell'intera loro esistenza, che può essere anche superiore all'esistenza della specie umana.
Ci rendiamo conto della portata di ciò? E' come poter contattare e parlare con qualcuno che ami in ogni età della sua vita, scoprendo ogni identità che ha assunto.
Una volta che riconosciamo la possibilità di un'evoluzione e di un cambiamento nelle storie degli Dei, è possibile contattare ogni parte di Essi che sono stati nell'arco della loro storia.
Il fatto che gli Dei abbiano una loro storia non significa che tale storia corrisponda alla storia dei loro archetipi.
Infatti ci possiamo rendere conto che l'archetipo di una Divinità, ad esempio romana, storicamente deriva da altre Divinità proto-indoeuropee, e così via, ma questo non significa per forza che queste due Divinità siano la stessa visto che rappresentano lo stesso archetipo, perchè anche questa Divinità proto-indoeuropea ha anch'essa un libero arbitrio e non è necessariamente "diventata" la successiva.
Per fare un altro esempio più esplicativo, un Dio "sincretizzato" come Serapide può essere una Persona differente rispetto agli altri Dei da cui il suo archetipo deriva. Quindi al posto di "unire" più Dei, si è creato un nuovo abito che un Dio (pre-esistente alla creazione del nuovo archetipo) ha assunto.
Allo stesso modo, possiamo scoprire invece che più epiteti di uno stesso Dio possono in realtà essere numerosi Dei diversi, ad esempio, secondo diversi praticanti, Diana Lucifera non è la stessa Dea di Diana intesa come Dea della Luna, e quest'ultima non è assimilabile a Diana Cacciatrice.
E infine, per rendere le cose ancora più complicate, l'epiteto di un Dio può non corrispondere con gli altri epiteti dello stesso Dio ma corrispondere invece con tutti gli epiteti di un altro Dio con cui magari non ha relazioni a livello archetipico o della storia formale del sincretismo pensato dai vari popoli.
Partendo da queste considerazioni sulla storia degli Dei possiamo capire anche che noi stessi facciamo parte della Loro storia, possiamo parteciparvi per scoprirla e per esserne partecipanti attivi. Gli Dei possono assegnarci compiti e obiettivi per svolgere delle "missioni", qualcosa che poi farà parte del loro (e del nostro) vissuto, perciò anche della loro storia.
Possiamo anche scoprire le storie degli Dei, storie mai raccontate, mediante un lavoro oracolare e di rivelazione. Queste storie non necessariamente corrisponderanno ai miti o alle rivelazioni degli antichi, ma forse per colpa dei miti e degli antichi, non necessariamente per colpa nostra (ebbene sì, gli antichi non erano infallibili!).
Questo e molto altro è ciò che si può ottenere dall'intraprendere una relazione con gli Dei a questo livello. Questa è una vera relazione.
Il Politeismo più profondo abbandona la domanda "Cos'hai da darmi?" e inizia a chiedere "Come posso servirti?".
Poco a poco si passa da "Quali lezioni hai da insegnarmi (a me, punto di riferimento del mondo intero e unica cosa che conta *sarcasmo*)?" a "Cosa possiamo fare insieme?".
Ci serve questa espansione, questa profondità. Il Politeismo sta esperendo un nuovo risorgimento dopo secoli di tentativi di cancellazione. Gli Dei sono vivi e ci invitano a fare un passo in avanti verso una relazione, a creare insieme una storia condivisa.
Gli Dei ci chiedono di entrare in relazione profonda con Essi, di servirli, di scoprirli come individui, di scoprire le loro storie e accettare missioni, commissioni e compiti per Loro.
Ma questo risorgimento sta prendendo posto circondato da una cultura che costantemente cerca di negare che gli Dei possano anche solo esistere, lasciamo stare avere libero arbitrio e impatto sul mondo.
Per creare culti devozionali che servano gli Dei e che costruiscano in collaborazione con gli Dei, dobbiamo avere il coraggio di incontrarli faccia a faccia e di dire "Sì. Sono con te. Cosa possiamo fare insieme?".
Costruire insieme, creare insieme. Questo lavoro è impegnativo e dipende dal nostro coraggio e dalla nostra volontà ad andare più a fondo.
Dobbiamo avere la volontà non solo di esplorare le nostre visioni, ma anche di chiedere agli Dei quali sono i Loro progetti, cosa vogliono costruire e creare.
Dobbiamo chiedere come poterli aiutare a rendere i Loro progetti realtà.
Per farlo dobbiamo superare la visione degli Dei come simboli ed entrare in contatto con la loro personalità, riconoscerli come Esseri indipendenti e iniziare a collaborare con Loro.
Cosa possiamo fare per gli Dei? Quali sono le missioni che ci assegneranno? Questo lo potremo sapere solo contattandoli.
Questo è il Politeismo, questa è la Devozione, questa è la Religione. Una storia viva.
[Ispirato a "Deep Polytheism: On the Agency and Sovereignty of the Gods" di Morpheus Ravenna, su Polytheist.com]
Iscriviti a:
Post (Atom)












