Come funziona la Scrittura Automatica?
La Scrittura Automatica è un tipo di pratica per mettersi in contatto con un’entità mediante la scrittura.
Come si svolge? Così:
Chiamiamo lo spirito (che può essere di qualsiasi tipo, dalla propria Divinità Patrono al proprio spirito o animale guida, allo spirito di un proprio antenato, di un luogo o della casa), chiediamogli di manifestarsi prendendo temporaneamente possesso della nostra mano e di inviarci messaggi mediante la scrittura.
Allo stesso tempo, motiviamogli il fatto che ci impegneremo in qualcos’altro mentre scriveremo, in modo da evitare di guardare e dunque influenzare la scrittura.
A questo punto facciamo degli esercizi di rilassamento*, quindi appoggiamo mooolto morbidamente la mano che tiene la penna (anche qui, non troppo stretta) sul foglio.
Lasciamo andare: se sentiamo degli stimoli lasciamo che la mano li segua.
Nel frattempo facciamo qualcos’altro, aiutandoci se vogliamo anche con la mano non occupata (ad esempio leggere, guardare la tv, fare le parole crociate, ecc.) e lasciamo che la penna scriva ciò che deve scrivere, se deve scrivere.
Possiamo fare delle domande, quindi tornare a fare altro per evitare di influenzare ciò che la mano scriverà e quando sembrerà essere terminato leggere la risposta.
Quando vogliamo concludere la sessione ringraziamo l'entità e congediamola, chiedendole al contempo di farci tornare in possesso esclusivo della nostra mano e del nostro arto.
* Qualsiasi tipo di tecnica che conosciamo va bene, dalla concentrazione sul respiro al training autogeno alla concentrazione sul momento presente ad occhi chiusi e così via.
(Un esempio di scrittura automatica con rispettiva interpretazione a stampatello)
Riporto un video in proposito che approfondisce ancora meglio questa tecnica:
Ho scoperto l'esistenza di una pratica che permette di riprodurre la ouija e il pendolo anche in assenza di materiale adatto allo scopo: la dattilomanzia.
Si prende un anello (tradizionalmente un anello d'oro, ma secondo me va bene anche qualsiasi tipo di pendente) e lo si attacca a un filo. Si prende poi un foglio di carta e si fanno tanti quadratini in cui ci si scriveranno le lettere dell'alfabeto e i numeri da 0 a 9, quindi si dispongono questi quadratini di carta a cerchio. A questo punto si sospende l'anello (tenendolo dal filo) al centro delle lettere e si chiama lo spirito e/o gli si fa qualche domanda: a seconda delle oscillazioni verso le lettere verrà fuori un messaggio.
Per messaggi più rapidi con risposte sì/no, si può sospendere direttamente l'anello o il pendente dentro un bicchiere di vetro senza toccarne il fondo. Se le oscillazioni gli faranno fare un colpo solo la risposta sarà "sì", se usciranno due colpi sarà "no".
In questi casi prima di fare la domanda è sempre meglio dire ad alta voce le istruzioni anche allo spirito in modo che si instauri un linguaggio comune, ad esempio dicendo "batti un colpo sul vetro per un sì e due colpi per il no".
Io la precederei anche da un'offerta, se proprio non si ha nulla perlomeno di un lumino e/o uno stick d'incenso.
Fu-Ji, chiamata anche Fu-Luan o Jiang-Bi, è un metodo di scrittura planchette/automatica/spiritica cinese e taoista.
Impiega un setaccio, una planchette o un vassoio sospeso e tenuto da una o più persone, che guida un bastoncino il quale scriverà su sabbia o cenere d'incenso caratteri cinesi che indicheranno la risposta.
E' la "versione cinese" della Ouija. Perchè ne parlo? Perchè è l'esempio più lampante che dimostra come la paura verso la Ouija sia insensata. Difatti questa tecnica viene utilizzata per contattare GLI DEI ed è impiegata in diversi templi taoisti a Taiwan, Hong Kong e in alcuni santuari e altari della Cina continentale.
Questo metodo ha una lunga storia nella Religione Popolare Cinese, ed è stato ricordato per primo durante la dinastia Liu Song (420-479 dell'era corrente!). Divenne popolare nella Dinastia Song (960-1279) quando autori come Shen Kuo e Su Shi associarono le sue origini con la convocazione della Dea cinese Zigu. Difatti si afferma che inizialmente venisse usata la sua statua sospesa per la scrittura. La Fuji fiorì durante la dinastia Ming, e l'imperatore Jiajing (1522-1566) costruiì uno speciale "jitan" (ovvero "altare della planchette") nella Città Proibita.
La fuji è particolarmente associata con la scuola di Taoismo Quanzhen. Il "canone daoista" Daozang contiene diverse scritture che si dice siano state scritte proprio con questa maniera. Un esempio è lo "Zitong dijun huashu" ovvero il "Libro delle Trasformazioni del Divino Signore di Zitong".
Alcuni contenuti delle rivelazioni della Dea Zigu circolavano sotto il nome de "Il Divino Incantesimo di Tian Peng". Altri Dei chiamati spesso con la Fu-Ji erano il "Perfect Man of Jade Emptiness", il "Perfect Man of Supreme Oneness" e il "Perfect Man of Nanhua".
Altre scritture taoiste realizzate mediante la fuji furono l'"Infinite Precious Repentance of Patriarch Lü" e lo stesso Patriarca Lü usava la planchette addirittura per istruire le persone.
Stiamo parlando di Lü Dongbin, uno degli Otto Immortali e leader de facto del gruppo secondo il Taoismo.
Per maggiori info sulla Fu-Ji, rinvio a questo articolo: http://taoist-sorcery.blogspot.it/2014/03/chinese-planchette-spirit-writing-fu-ji.html
Quindi, mentre in Oriente questo metodo è usato da più di 1500 anni come metodologia di rivelazione divina, qui in Occidente la gente pensa che il corrispettivo (la Ouija) provochi possessioni demoniache o infestazioni spiritiche. Non ci vergogniamo neanche un po' per la nostra ingenuità nel condannare a priori pratiche solo perchè ce lo propina Hollywood?
Per finire questo articolo riporto alcuni video che mostrano l'uso della Fu-Ji. Il primo:
"[...] fosse perché scorrendo s’esauriva come acqua
o perché gennaio traccia il suo verso
luminoso sulla nuova pagina che inizio a scrivere adesso:
il Libro delle Mille e Una Sera Passate
con David Jackson alla Tavola Ouija
in Contatto con Ephraim Nostro Spirito Familiare."
Queste riportate sono, rispettivamente, "Voices from the Other World" (per la poesia recitata nel video di youtube) e uno spezzone de "Il Libro di Ephraim" (tradotto da leparoleelecose.it), entrambi parti dell'opera "The Changing Light at Sandover", il capolavoro di uno dei più importanti poeti americani del secondo Novecento, James Merrill (1926-1995), la cui opera è ancora poco conosciuta e poco tradotta in Italia.
Ma perchè ne parlo qui? Perchè buona parte della sua poesia proviene dall'uso della tavola Ouija. Qui potete infatti vedere lui e il suo compagno (il che fa già capire che agli spiriti interessa ben poco della sessualità di chi li chiama) mentre contattano uno spirito e James prende appunti:
Nel 1913, Pearl Curran, una casalinga di St. Louis, iniziò a ricevere comunicazioni da "Patience Worth", una spinster inglese del XVI secolo, proprio attraverso la Ouija. Utilizzando un linguaggio arcaico, Patience dettò poesie e romanzi, molti dei quali sono disponibili nel sito patienceworth.com.
Nel 1919 Betty e Stewart Edward White stavano usando la Ouija assieme ad amici, quando a Betty venne detto di prendere carta e penna e scrivere sotto dettato. Le entità si identificarono come gli "Insivibili", esseri superiori che dispensavano saggezza metafisica. Stewart pubblicò i risultati di queste sedute nel libro "The Betty Book".
Nel 1963, Jane Roberts stava usando la Ouija quando incontrò Seth, che si definì un'entità altamente evoluta che successivamente dettò libri molto popolari sulla metafisica. Sebbene successivamente usò il channeling, incontrò Seth grazie alla Ouija, e la serie dei "Libri di Seth" arrivò ad un totale di dieci volumi!!
Non sto dicendo che siano tutti fenomeni autentici, qualcuno di loro magari avrà "barato", ma l'uso della tavola Ouija, almeno all'inizio, è attestato per tutti questi personaggi, e, se non dimostra che la Ouija produce fenomeni artistici straordinari, almeno prova che non conduce per forza a pericoli.
"Ma come, la Ouija non porta a possessione/infestarti casa/ecc.?"
No, o meglio, dipende da come la usi. Se chiedi "ohiiii risponda il primo spirito che passaaaaa" può darsi, ma quello ACCADE PER OGNI TIPO DI RITUALE. Anche quelli con il cerchio, perchè davvero pensiamo che se uno spirito ci vuole fare del male aspetta proprio il momento in cui siamo schermati e non ci riprova mezz'ora dopo, quando siamo inermi? Tutti stupidi 'sti spiriti, eh?
"Ma non si contattano i morti, contatta gli Dei!"
Certo, perchè è ovvio, è più pericoloso contattare i morti che Entità superiori da poteri praticamente illimitati la cui forza ci spazzerebbe via come moscerini se solo volessero! (Sarcasmo).
Ovviamente non sto dicendo di non contattare gli Dei, anzi, sono i primi da contattare, ma proprio perchè pur essendo molto più potenti di noi e non intrinsecamente buoni (nè cattivi, ovviamente) siamo ancora vivi, FORSE il problema possessioni dovute alla Ouija è sopravvalutato.
Poi dipende da chi contatti, dare ordini a una Divinità che non hai mai venerato prima comandandola a bacchetta come fosse un cagnolino a mio avviso è BEN PIU' PERICOLOSO del chiamare nonna Peppina che quando era viva ci preparava sempre le lasagne.
Allo stesso modo è pericoloso contattare la persona che già in vita ci odiava, o di cui abbiamo detto peste e corna fino a quel momento. Ma magari zia Amelia, che di professione faceva la strega cattiva dell'ovest, evitiamo di disturbarla...
"Ma devono riposare in pace!!"
Se stanno "riposando" molto semplicemente non ci rispondono. Se non si sono ancora reincarnati allora qual è il problema? Se telefono ad una persona in vacanza, sto facendo chissà quale danno? Se è occupata allora mi richiama.
L'idea di "riposa in pace" poi non la capisco proprio: ma che significa "riposa"? Cioè, pensiamo che quando sei morto sei addormentato fino alla fine del mondo?
Questa è un'eredità cristiana, i cristiani credono che i morti si "addormentino" fino al giorno del giudizio, pertanto se qualcuno risponde sarà sicuramente "Lu DiAvUlU!!".
Ovviamente non ha assolutamente senso, OBE, viaggi sciamanici, sogni in cui i morti ci contattano, ecc. Dimostrano che gli Spiriti non stanno a dormire tutto il giorno nell'Altro Mondo, pertanto anche questa scusa non sta in piedi.
Molto probabilmente la paura ouija proviene dal film "L'Esorcista", e poi Hollywood l'ha cavalcata dopo il successo di quella pellicola. Ma è solo una moda cinematografica.
Migliaia di persone al mondo usano la ouija ogni giorno. Eppure tutti questi casi di gente devastata, rovinata a vita... non ci sono.
Quindi, una buona volta, STOP OUIJA PANIC.
P.S.: Riporto questo video di due signore (che solo per pura provocazione si sono vestite un po' alla Halloween) che praticano con la Ouija da diversi anni, che spiegano come il panico da Ouija sia dovuto esclusivamente a un fenomeno Hollywood e non abbia basi reali:
Un lupo vide un agnello vicino a un torrente che beveva,
e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto.
Standosene là a monte, cominciò quindi ad accusarlo
di sporcare l'acqua, così che egli non poteva bere.
L'agnello gli fece notare che, per bere, sfiorava appena
l'acqua
e che, d'altra parte, stando a valle non gli era possibile
intorbidire la corrente a monte.
Venutogli meno quel pretesto, il lupo allora gli disse:
<< Ma tu sei quello che l'anno scorso ha insultato mio padre! >>
E l'agnello a spiegargli che a quella data non era ancora
nato.
<< Bene >> concluse il lupo, << se tu sei così bravo a
trovare
delle scuse, io non posso mica rinunciare a mangiarti. >>
La favola mostra che contro chi ha deciso di fare un
torto
non c'è giusta difesa che valga.
Anche i capi di stato, quando hanno in mente di ottenere
un vantaggio usando la forza inventano pretesti, e non è
possibile
farli desistere con argomenti giusti e fondati.
Questo è il mio blog, non è un insieme di istruzioni su come vivere la vita, è un racconto della mia vita. E' sostanzialmente diverso. Quindi questo articolo serve a me per sfogarmi.
Ciò di cui voglio sfogarmi è l'atteggiamento delle persone, simili al lupo, che si attaccano a qualsiasi cosa per mostrare i denti. Io stesso sono stato un lupo molte volte, e me ne vergogno. Odio il fatto che spesso molti argomenti diventano pesanti non per gli argomenti in sè, ma per l'atteggiamento che la gente ha verso quegli argomenti. Diventano tabù, diventano motivo di divisione, di odio, di dire "IO HO RAGIONE IO HO RAGIONE IO HO RAGIONE". E' un buttarsi il proprio ego all'altro e dire "HEY VEDI IO SONO PIU' INTELLIGENTE DI TEEEEE PAPPAPAPPAPPERO PAPPAPAPPA'". In sostanza è questo:
Certe volte faremmo bene a chiederci: "perchè discutiamo? Per cavarne qualcosa di buono? Per capire qualcosa di più sul mondo?" No, la verità è che noi discutiamo al 90% delle volte perchè abbiamo costruito le nostre certezze, la nostra identità, su idee. Che roba brutta, e che identità fragile, dobbiamo proteggere quell'identità, dobbiamo proteggere dunque quelle idee, perchè noi e quelle idee siamo. la. stessa. cosa.
Un altro motivo è l'autorità. L'autorità, io porto avanti questo argomento non perchè creda che sia utile discutere, ma perchè ti voglio imporre la mia autorità, dirti che sono più intelligente di te, che "io sono intelligente e tu sei scema, io sono grande e tu sei piccola, io ho ragione e tu hai torto". Io. Ho. Ragione. Ecco. E' bello avere ragione, farsi un fegato grande come una casa, ma hey "io ho ragione"! Bello rinunciare alla felicità per scontrarsi, ma hey, cosa c'è di meglio di poter dire "io ho ragione"? Vorrei poter scegliere ogni volta la felicità alla ragione, ma se scrivo questo post è perchè anch'io sto nella relazione dell'aver ragione/aver torto. Colludo in questo simbolismo emozionale. E sbaglio a farlo! Perchè non me ne rendo conto? Perchè mi circondo di situazioni simili? Perchè non me ne frego e sticazzi? Perchè? Per una semplice questione: I-DEN-TI-FI-CA-ZIO-NE. Bene, adesso i lettori sapranno che so sillabare, ma che significa identificazione? Significa che io non sono io, io sono appartenente alla religione X, che se qualcuno attacca devo difendere fino allo stremo delle forze; io sono appartenente al gruppo politico Y, che se qualcuno attacca devo difendere fino allo stremo delle forze; io sono appartenente al genere e/o all'orientamento sessuale W, che se qualcuno attacca devo difendere fino allo stremo delle forze; io sono appartenente alla nazionalità Z, che se qualcuno attacca devo difendere fino allo stremo delle forze; e così via. Anche cose belle come "io sono appartenente all'organizzazione di volontariato TalDeTalis Onlus" o "io sono uno studente/lavoratore/pensionato" o anche "io ho questa filosofia di vita". Se si riesce a togliersela dall'identità, strapparla dalla pelle e stracciarla, bruciarla, distruggerla (simbolicamente eh :D ), allora si può avere un dialogo vero. Magari poi non concordi comunque, ma magari non ci spendi 5 giorni, dici "aha" e pensi "non mi ha convinto". Ma le etichette non te lo permettono, le etichette ti dicono "combattiiii, per l'onore dell'etichetta X, combattiiiiii!!!" Nessuna etichetta si merita la mia felicità. FANCULO ETICHETTE. Io sono io, e basta (no, non è "e voi non siete un cazzo!", quello è il Marchese del Grillo :D)
Ho notato, compiendo la ripetizione cantata del nome della Divinità che volevo omaggiare a mò di Bhajan (come ho descritto nell'articolo "La ripetizione cantata del nome degli Dei come meditazione-bhakti"), che durante la ripetizione del nome è difficile creare una disposizione d'animo di amore (Bhava) verso la Deità, pertanto è meglio concentrarsi qualche minuto prima di iniziare il Bhajan proprio su tale disposizione e solo dopo averla ottenuta iniziare a cantare.
Una volta entrati in quella disposizione il canto ripetuto diventa una maniera efficace di aumentarla, renderla una sensazione più forte, ma non credo sia molto efficace il canto senza che si parta già da una disposizione d'animo opportuna.
Tale disposizione d'animo può essere quella di vedere la bellezza attorno a noi come manifestazione del Dio che stiamo omaggiando.
In questo caso sarebbe bello utilizzare il canto in un luogo naturale dopo aver apprezzato tutto il paesaggio attorno a noi vedendolo come aspetto del Nume scelto, in modo da rafforzare questa sensazione di amore per tutto ciò che ci circonda e allo stesso tempo per gli Dei.
Oppure può essere anche semplicemente una disposizione di ringraziamento verso la Divinità per ciò che ci ha concesso e di cui ci sentiamo grati.
Talvolta le due cose si uniscono, perché l'apprezzamento della bellezza e l'apprezzamento delle cose buone che ci donano gli Dei portano uno all'altro e viceversa: l'amore porta alla gratitudine e la gratitudine all'amore, ed entrambi sono aspetti della felicità.
Altre disposizioni che possono essere utili sono quelle di:
- reverenza, come d'uno schiavo al suo Signore;
- fedeltà, come d'un vassallo al suo Sovrano;
- riconoscenza verso la Divinità per averci supportato nei momenti più critici e per averci aiutato a crescere, come d'un figlio al suo Genitore, e ammettere di essere dipendenti dalla Divinità per sopravvivere/star bene/ecc.;
- classica di adorazione, come quella di un sacerdote al suo Dio;
- intimità, come di un fratello con suo Fratello;
- fiducia, come di un amico al suo Amico;
- amore passionale, come quello espresso nei madrigali, come di un innamorato alla sua Amata;
- ammirazione, come se il Dio fosse nella bellezza di tutto ciò che ci circonda.
(Quest'ultimo, come detto prima, può essere fatto al meglio stando in un parco, in un giardino, vicino a un corso d'acqua... insomma in un luogo naturale, che è pieno di bellezza e meraviglie da osservare).
Ulteriori spunti per il Bhava sono quelli che ci dà Crowley nel "Liber Astarte vel Berylli", dedicato proprio alla Bhakti:
"Il Philosophus mediti poi su tutto l'amore che mai lo abbia commosso. Vi è l'amore di Davide e Gionata, e l'amore di Abramo e Isacco, e l'amore di Lear e Cordelia, e l'amore di Damone e Pizia, e l'amore di Saffo e Atti, e l'amore di Romeo e Giulietta, e l'amore di Dante e Beatrice, e l'amore di Paolo e Francesca, e l'amore di Cesare e Lucrezia Borgia, e l'amore di Alcassino e Nicoletta, e l'amore di Dafni e Cloe, e l'amore di Cornelia e Caio Gracco, e l'amore di Bacco e Arianna, e l'amore di Cupido e Psiche, e l'amore di Endimione e Artemide, e l'amore di Demetra e Persefone, e l'amore di Venere e Adone, e l'amore di Lakshmi e Vishnu, e l'amore di Shiva e Bhavani, e l'amore di Buddha e Ananda, e l'amore di Gesù e Giovanni, e molti altri. Vi è inoltre l'amore di molti santi per la loro particolare Divinità: di san Francesco d'Assisi per Cristo, di Sri Sabhapaty Swami per Maheswara, di Abdullah Haji Shirazi per Allah, di Sant'Ignazio di Loyola per Maria, e molti altri. Ora scegli ogni sera una di queste vicende, e rappresentala nella tua mente, afferrando ogni identità con infinita attenzione e slancio, e raffigura te stesso come uno degli amanti, e la tua Divinità come l'altro. Passa così attraverso tutte le avventure d'amore, senza ometterne alcuna; e per ciascuna concludi: "Questo è solo un pallido riflesso del mio amore per questa Divinità!". Eppure da ognuna tu trarrai qualche conoscenza dell'amore, qualche intimità con l'amore, che ti aiuterà a rendere il tuo amore perfetto. Impara da uno l'umiltà dell'amore, dall'altro l'obbedienza, da un terzo l'intensità, da un quarto la purezza, da un quinto la pace. Così, quando il tuo amore sarà reso perfetto, sarà degno del perfetto amore della Divinità."
Penso che questo esercizio possa essere rinforzato leggendo la mitologia (sia classica che di altre culture) alla ricerca proprio di episodi di amore che ci ispirino e che possano fungere da esempi per la disposizione che andremo a creare, la nostra personale disposizione d'amore verso la nostra Divinità.
Quando non è possibile fare offerte, ad esempio a seguito di imprevisti, o negli altri giorni in cui normalmente non si ritualizza, si può comunque dimostrare la propria devozione agli Dei in un modo carino, molto conosciuto in Giappone, ovvero quello che la religione Shintoista chiama "Hairei".
Riporto da Giapponizzati.com: "Le usanze dello Shinto, la religione principale del Giappone, sono poco conosciute in tutto il mondo, e poiché una visita in Giappone non può essere completa senza una visita a importanti santuari scintoisti, è bene conoscere alcune regole di etichetta che si applicano alle visite nei santuari. Quando si entra all’interno di un sacrario scintoista, il visitatore deve eseguire una pulizia simbolica chiamata temizu (da te “mano” e mizu “acqua” – l’acqua per purificare le mani). Tale purificazione è considerata indispensabile prima di visitare l’area sacra e simboleggia la rimozione del male e delle impurità in generale. Per il rito, ogni santuario offre un padiglione per le abluzioni – chōzuya o temizuya – di solito costituito da una vasca in pietra riempita con acqua pulita e mestoli di legno.
Come eseguire correttamente un temizu:
Prendere il mestolo con la mano destra,
riempirlo con acqua e versare un pò d’acqua per sciacquare la mano
sinistra. Quindi, spostare il mestolo alla mano sinistra e versate un pò
d’acqua sulla mano destra. Ora si prende di nuovo il mestolo nella mano
destra, mettete la mano sinistra a coppa e versateci dell’acqua e
utilizzatela per sciacquarvi la bocca. Infine alzate in verticale il
mestolo e lasciate cadere l’acqua rimasta sul manico, prima di
rimetterlo sopra il temizuya.
Terminata la procedura del temizu, il
passo successivo è quello di andare all’Haiden (sala del santuario) per
eseguire la preghiera tipica dello Shinto, l’hairei.
Come eseguire correttamente un hairei:
Di fronte alla sala dell’Haiden, c’è
sempre una cassetta delle offerte e una o più campane con una corda
attaccata. Agitate la corda per far suonare le campane ad essa appese
(questo serve per richiamare l’attenzione dello spirito presente nel
sacrario) e gettate qualche moneta nella cassetta delle offerte (questo
non è obbligatorio, ma è una consuetudine). Inchinatevi due volte,
battete le mani due volte e rimanete per un attimo con le mani unite
davanti al cuore in raccoglimento mentre dite la vostra preghiera e/o il
vostro desiderio. Infine il rituale finisce con un’altro inchino."
Quindi, adesso che abbiamo capito cosa è l'Hairei nella tradizione dei templi scintoisti, come applicarla a noi che ritualizziamo in casa?
Molto semplice:
1) Laviamoci le mani e la bocca (meglio lavarsi direttamente i denti, a questo punto).
2) Avviciniamoci dunque all'altare.
3) Suoniamo una campanella se vogliamo, ma non è necessario.
4) Facciamo due inchini, quindi due battiti di mano.
5) Rimanendo con le mani unite, preghiamo, elogiamo, ringraziamo, come avremmo fatto durante il discorso di una normale offerta.
6) Quando abbiamo finito, ringraziamo e facciamo un inchino.